Annotazione sul diario (parte II)
Caro diario, siamo ancora vivi! Tiro un sospiro di sollievo e rinuncio al ricorso. Chi mi conosce sa quanto io sappia essere polemica, ma di fronte ad una resa, depongo facilmente le armi.
Ieri sera, anche se un po’ in ansia intorno alla mezzanotte, ho trascorso una piacevole serata a teatro.
Lo spettacolo a cui ho assistito era aprileali. Un memorial in ricordo di Angelo D’arrigo, quest’uomo straordinario più simile ad un supereroe (che però evidentemente un immortale non era) che ad un essere umano.
La cosa che mi ha colpito maggiormante però è come, dopo la sua morte, la moglie e le persone a lui vicine abbiano avuto la capacità trasformare una tragedia in un modo per fare del bene. Insomma, gente di un altro pianeta.
Così stamani, appena ho alzato gli occhi al cielo mi è venuto un pensiero che ‘non ti sorprenda se anche una come me sembri un po’ troppo romantica’ . Riflettevo sul fatto che, se spesso siamo indotti, dalla storia, dai fatti di cronaca e dalle realtà che ci circondano, a pensare che l’essere umano abbia in se una natura delle volte assai spregevole, altre volte, altre mattine assolate, magari ti viene in mente che il mondo può diventare un luogo in cui vale la pena di vivere anche solo per certi uomini straordinari che con il oro vissuto ci rendono tutti un po’ migliori.

g.i.(à)







