mercoledì, 08 agosto 2007




Ghianda scrive (11.07):

siamo bastardi

Logantime scrive (11.07):

(siamo cattivelli però)

 

Ecco, per dire…

 

*Questo non è da considerarsi un vero e proprio post, solo un copiaincolla…non potevo esimermi d'altronde! per il congedo e i saluti prima delle vacanze, vedi post precedente.

 


parole al vento di ghianda
circa : la ghianda, blablabla, divagazioni sul messenger, mrlogan
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martedì, 07 agosto 2007




E ripone per qualche settimana il blog in garage. Le ferie non sono ancora iniziate, ma gli ultimi giorni di ufficio sono impegnativi e bisogna darsi molto da fare per lasciare tutto in ordine.

La ghianda fa una sosta di fronte alle isole eolie per qualche giorno di assoluto relax, mare, sole e libri, poi si fa un giretto nella sua amata isola per il quale non ha ancora programmato nemmeno un secondo…

Quest’anno è andata così.

La ghianda ha la viva speranza che questi giorni vacanzieri siano portatori di una nuova aria più respirabile, più leggera. Che al rientro le incomprensioni siano solo un ricordo e che tutto ciò che non è riuscita a mandare giù prima di partire sia bello che digerito al suo rientro.

La ghianda ha preso mentalmente già le distanze con il suo io presente e per questo parla in terza persona. Si augura che fra tre settimane circa siano cambiate molte delle prospettive sinora osservate. Si augura vuol dire che ci spera ma che non si illude che accadrà.

La ghianda si sente appesantita da pensieri che vanno in circolo, come un cane che si morde la coda.

Prevede di iscriversi in palestra al suo rientro, o magari in piscina. Sa che alcune cose saranno diverse perché indietro non si torna. Si propone di pensare un po’ più egoisticamente e decide che un perdono elemosinato ma mai definitivamente ricevuto equivale a sbattere la testa contro il muro. Spera di gettarselo alle spalle e andare avanti nonostante il senso di mancanza.

Sa che tre settimane non possono realizzare desideri né compiere miracoli, ma adesso ha bisogno di credere che staccare la spina possa essere una buona opportunità per tante cose. Forse anche solo per riflettere.

 

La ghianda manda i saluti a tutti coloro (3/4) capiteranno in queste pagine per loro scelta a tutti quelli che ci capiteranno qui cercando una “images” qualunque e anche a tutti quelli che cercheranno (invano ahimè) notizie su raul bova nudo o scamarcio nudo...                          g.i.(à)


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venerdì, 03 agosto 2007




Paradossi italiani.

 

Ghianda : Sì buongiorno sono Ghianda della ditta Quercia spa

Ditta Treni(I)talia(na) : prego mi dica

G : senta, non ho ancora ricevuto la vostra fattura, magari si è persa, potrebbe inviarla di nuovo?

D.T. : ah sì, no effettivamente non l’abbiamo spedita

G.: bene, potrei averla entro quanto allora?

D.T.: ah non so, quì non abbiamo francobolli, non sono inclusi nel budget.

G.: ------------------------------------------------------


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giovedì, 02 agosto 2007




…io e Claudia siamo entrate, come al solito, per dare un’occhiata. Tertulia, libreria/caffetteria al centro storico di Catania. Le ultime due volte che mi era capitato di entrare mi ero soffermata su un libro d’esordio di uno scrittore siciliano. Il titolo, mi sembrava di ricordare ieri appunto, avrebbe dovuto avere a che fare con “pane” e/o “molliche” …niente da fare, le chiavi di ricerca non danno alcun risultato e hanno da poco risistemato la disposizione dei libri aggiungendo i nuovi arrivi per cui è stato impossibile scorgerlo anche sugli scaffali.

C’è poca gente in giro. È un mercoledì estivo a Catania. La libreria è vuota, ma il libraio è un tipo davvero interessante. Capelli grigi, camicia azzurra a maniche lunghe, sportivo ma distinto e tanta voglia di parlare. Gli chiedo quali libri ha di Douglas Coupland,"lo scrittore di mio figlio. sta leggendo adesso generazione X"  cerca fra gli scaffali ma amareggiato mi dice che quelli che vorrei non sono disponibili e mi racconta di quando faceva il direttore per una grossa libreria e lì sì che c’erano tanti libri, che lui è medico, perché il padre ha voluto così, ma non ha mai esercitato la professione perché sin da giovane i libri erano la sua passione e che ha frequentato la scuola dei librai e io devo avere fatto un’espressione stupita e incredula perché ha cominciato a spiegarmi di cosa si trattasse. Scopro un mondo. Scopro che esiste un corso di mini-laurea della durata di quattro anni che lui ha frequentato simultaneamente al corso di medicina e chirurgia.

Mi racconta che sua moglie è meravigliosa che ne è ancora innamorato e che anche lei è avvocato ma che ha sempre lavorato con i libri. E mi sento affascinata dalla bellissima storia che quest’uomo sui cinquantanni mi sta raccontando con l’enfasi di come si racconta qualcosa in cui si crede. Perché i libri sono la sua vita, ma è appassionato di cinema e possiede 14.000 dischi di musica classica e jazz. E mi sento piccola, ma non d’età. E rimango ad ascoltarlo per circa mezz’ora. E parliamo di libri che ha letto, de Il nome della Rosa e che Umberto Eco era il professore dei suoi figli e che ama il medioevo e anche io, e che alcuni libri sono scorrevoli e che altri ci si mette più fatica a finirli e mi dice che è stato difficile finire questo libro e mi trovo a dire che è stato così anche per me, che l'ho trovato alienante, troppo distante, forse, dalla nostra cultura e lui è d'accordo con me. E dentro di me (stupida) mi sento lusingata che quell’uomo continui a parlare con me con tanto entusiasmo.

Prima di andare acquisto questo libro. Lui mi segue nella mia ricerca senza dire una parola, dopo la scelta mi dice "è un bel libro, io l'ho osservata per vedere che direzione avrebbe preso. Direzione giusta". Sorrido perchè sapevo di essere "sotto esame" e tiro un sospiro di sollievo. "ce l'ho fatta" - mi dico. Un saluto e “a presto” - mi dice – “molto probabile” – gli rispondo.     g.i.(à)


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